Febbraio ’18 – Editoriale

15 - febbraio 18

[In sottofondo: Ramones – Do You Remember Rock ‘N Roll Radio]

MARTINA: Bene che la carta ha sempre il suo fascino… Bene che la nostalgia per l’analogico, un po’ come l’Ostalgie, fa la sua porca figura… Bene che il digitale un poco l’ha divorato l’analogico… Bene anche che l’ha spinto verso i limiti dell’immaginazione umana… Ma fammi capire: è la tua faccia quella?

ILINCA: Ma hai presente quando la gente si fotocopiava le chiappe? Ho avuto un momento di spleen tale da portarmi verso quella corrente di pensiero. 

DAWUD: Un’acqua molto clorata può essere resa più digeribile lasciando evaporare il cloro per qualche ora. Se vi trovate in una valle abbastanza stretta, osservare il muschio per trovare il nord può non essere la scelta migliore. L’olio di sansa è un ottimo lubrificante. Se avete appuntamento con qualcuno, stabilite un tempo massimo oltre il quale siete autorizzati ad andarvene in caso non si faccia vivo. Tenete a mente come è posizionata la città in cui siete e non dovreste avere problemi a orientarvi. A meno che non siate a Praga.

MARTINA: Gli abitanti di Praga sono estremamente affidabili e cordiali nel dare indicazioni nel linguaggio dei segni. Comunque, se vi perdete c’è sempre la cartina, quella che la apri e poi non la richiudi più. E se il bar non prende i bitcoin o il paypal o il cellulare interattivo che paga al posto tuo, ci sono sempre quelle monetine che vagano da anni nella tua tasca. E se non ti rispondo ai messaggini nè su whatsapp nè su telegram nè su messenger, forse è il caso di non buttare soldi in carta e francobolli.

EDI : Volevo scrivere una lettera d’ amore e di amicizia su carta pregiata e con decori damascati.  Ho fatto un vocale. Volevo comprare un vinile ma non ho il giradischi e ho comprato Premium. Volevo un dizionario e l’ho dovuto comprare ma avrei preferito Translator. Translator come Terminator. Funziona male. Funziona tutto male. Da bambina mettevo i ritagli di giornale dentro il lettore VHS e funzionava bene. Rompevo il lettore VHS molto bene. Aspettate, ma non é che siamo hipster?

DAWUD: Io non dico cosa volevo fare ma ho installato Postal 2.

ISIDORO: In fondo al mio braccio c’è una mano. In fondo alle gambe, i piedi. In mezzo, un sacco di cose curiose che fanno rumore, che si alzano e si abbassano, si spingono tra loro, si contraggono, fanno robe. Oltre alle mie mani sento il caldo od il freddo di quest’aria, i rumori e le vibrazioni di altri oggetti attorno a me, in veloce avvicinamento o distacco. Vedo liste e liste di colori e superfici, classificabili su elenchi di cui custodisco una copia qui in mente. Posso modificare, dialogare o semplicemente entrare in contatto con questa realtà con un passo, od utilizzando uno strumento. Ci sono cose metalliche e pezzi di legno, onde elettromagnetiche, abbracci, incastri di leve, luci teatrali, icone. Ogni oggetto, come nei giochi da bambini, può essere uno strumento, un canale di comunicazione. Io sono vivo. Ogni cosa è viva, anche la plastica. Ogni cosa è oggetto. Io sono uno strumento, e mi comunico così.

ILINCA: Non è che siamo hipster (forse giusto un cicchetto), è che ci mancano certi gesti. Cioè, il tempo è passato troppo velocemente, le cose sono passate troppo velocemente. Mi ricordo quando giravo il nastro delle cassette con la biro, oggi parli con il tuo telefono. CHE ANGOSCIA. CHE PESO. RIDATEMI IL SILENZIO. RIDATEMI IL TEMPO.

Copertina a cura di Ilinca Francisca Cojan

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