Gran Pampel – provatelo a casa

Di Martina Manzone

In seguito ai tristi eventi capitati nella capitale sabauda nel corso dell’ultimo mese, l’idea migliore che mi è venuta in mente per un articolo è stata quella di trasmettere ai lettori un po’ di sana tradizione. Mi riferisco in particolare a quella della generazione che aveva venti-venticinque anni negli anni ’80 e che sfogava la ristrettezza di mezzi e di possibilità con una smodata intraprendenza. Per fare ciò vi racconterò la ricetta di una delle più antiche bevande iperalcoliche della nostra cucina: il Gran Pampel.

Il Gran Pampel vede le sue origini tra i popoli celtici che abitavano l’Europa in tempi antichi ed è oggi diffusissimo tra speleologi e alpinisti di tutto l’arco alpino italiano, della Francia confinante e di una discreta parte del nord Europa. Molto simile al vin brulé, le sue ricette variano da regione a regione e sono di solito associate a riti alcolici specifici, anch’essi di varia natura. L’atmosfera, inutile starlo a sottolineare, è terribilmente goliardica.

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Immagine tratta da informatrieste.eu – vd. fonti

Vi propongo qui di seguito la ricetta che andava di moda tra i gruppi speleo amatoriali delle valli piemontesi meridionali negli anni che precedettero l’invenzione di internet – varia un poco rispetto alla versione più diffusa veneto-triestina ed è facilmente riproducibile a casa, in campeggio e in occasione di raduni folklorici.

Ingredienti:

  • 4L di vino bianco
  • Una bottiglia di rhum
  • Burro (mezzo panetto scarso)
  • Un pacco di zucchero
  • Qualche abbondante manata di basilico (la ricetta classica vuole mele, arance, chiodi di garofano, cannella e altre spezie a piacere, ma nelle grotte e sui cucuzzoli dei monti piemontesi la cosa diventava un po’ scomoda, quindi il tutto veniva sostituito dalle più rapide e intascabili foglie di basilico)
  • Una grossa pentola di metallo
  • Un colino grande in metallo (meglio se dal manico lungo)

Preparazione:

  • Versare nel calderone il vino, aggiungere il burro e il basilico e scaldare senza portare ad ebollizione. Attenzione: il burro non deve arrivare a formare gli “occhi” sulla superficie del vino, se no diventa cattivo!
  • Togliere il pentolone dal fuoco.
  • Mettere lo zucchero nel colino e versare il rhum dandogli fuoco: l’alcool del rhum brucia caramellando lo zucchero che cola all’interno della pentola. Continuare fino a che lo zucchero non è completamente sciolto.
  • Mescolare accuratamente e servire caldo.

Come avrete capito, il Gran Pampel è una bevanda di gruppo e per la sua preparazione servono almeno tre persone: un “druido” addetto al colino e due aiutanti. Nella zona orientale delle Alpi questa tradizione è ormai diventata pratica comune delle fiere popolari e vede spesso rievocazioni storiche che coinvolgono anche le famiglie. Ogni tanto la situazione sfugge un pochino di mano:

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Immagine tratta da Gruppo speleo Brescia, vd. fonti

La tradizione triestina vuole che durante la preparazione di questa bevanda si intonino canti. Il più conosciuto è:

Odino! Odino!
No stane mandar piova!
Manda vino!

Nella tradizione francofona la canzone più spesso associata alla bevuta del Gran Pampel è la versione hard di Alouétte. Di abitudine italiana è invece Capitan Paf, filastrocca gestuale che induce a un gioco alcolico di altissima difficoltà.

Il Capitano Paf consiste in questo:

  1. (levando il calice) Brindo per la prima volta alla salute del Capitano Paf! (bere un sorso; battere una volta il bicchiere sul tavolo; battere una volta la mano destra sul tavolo; battere una volta la mano sinistra sul tavolo; battere una volta la mano destra sotto il tavolo; battere una volta la mano sinistra sotto il tavolo; battere una volta il piede destro a terra; battere una volta il piede sinistro a terra; alzarsi lievemente e battere una volta il sedere sulla sedia).
  2. (levando il calice) Brindo per la seconda volta alla salute del Capitano Paf! (bere due sorsi; battere due volte il bicchiere sul tavolo; battere due volte la mano destra sul tavolo; battere due volte la mano sinistra sul tavolo; battere due volte la mano destra sotto il tavolo; battere due volte la mano sinistra sotto il tavolo; battere due volte il piede destro a terra; battere due volte il piede sinistro a terra; alzarsi lievemente e battere due volte il sedere sulla sedia).
  3. (levando il calice) Brindo per la terza volta alla salute del Capitano Paf! (bere tre sorsi; battere tre volte il bicchiere sul tavolo; battere tre volte la mano destra sul tavolo; battere tre volte la mano sinistra sul tavolo; battere tre volte la mano destra sotto il tavolo; battere tre volte la mano sinistra sotto il tavolo; battere tre volte il piede destro a terra; battere tre volte il piede sinistro a terra; alzarsi lievemente e battere tre volte il sedere sulla sedia).

In alternativa si può battere soltanto un dito al primo turno, due dita al secondo e tre dita al terzo. Questo rende il gioco più difficile.
Naturalmente, chi sbaglia a dire o a fare deve bere. Più sbagli, più bevi, più bevi, più sbagli… dopo un paio di ore di Gran Pampel col Capitano Paf è facile ritrovarsi a gattonare nudi sui cardi. La cosa positiva è che la mattina dopo il vostro problema sarà ben altro!
Alcuni, presi da scrupoli di coscienza, hanno tentato di ricreare un Gran Pampel meno alcolico, sostituendo al vino il thè. I risultati sono stati ancora più devastanti, perché la teina associata a tutto il resto rende il suo bevitore simile a un furetto sotto anfetamine, quindi, per il vostro bene, evitate e attenetevi alla ricetta iperalcolica, che è meglio: i nostri predecessori sapevano bene il fatto loro.

Per contribuire ancora un po’ alla vostra sete di informazione, qui sotto trovate alcuni link utili, tra cui quello dell’associazione nazionale degli speleologi. Sia mai che a qualcuno venga voglia di dedicarsi a un nuovo sport…

Ricetta triestina http://www.informatrieste.eu/articoli/?x=entry:entry120731-000624

Gruppo genovese di speleologia
http://www.speleo.ribaldone.altervista.org/speleologia/index.phpmod=La_ricetta_del_Gran_Pampel

Gruppo Grotte Brescia, fotografie del Gran Pampel http://www.ggb.it/un-chiassoso-weekend-a-trieste

Scuola nazionale di speleologia http://www.sns-cai.it/

Gruppo speleologico piemontese Torino http://www.gsptorino.it/

Associazione gruppi speleologici piemontesi https://www.agsp.it/

Gruppo speleologico CAI Saluzzo http://www.caisaluzzo.it/index.php/gruppo

 

 

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