ALLA RICERCA DI CASA BULGAKOV – REPORTAGE

Testo e fotografie di Martina Manzone.

Lo scorso mese abbiamo vagato per le vie della Pietroburgo letteraria. Ora, per una questione di continuità, ho deciso di portarvi a Mosca per conoscere uno dei maggiori luoghi di culto degli slavisti in trasferta.
Andiamo quindi a Moskovskij Vokzal, la stazione di Pietroburgo, e prendiamo la Lastočka, il treno veloce diurno, che in quattro ore ci porterà alla stazione Jaroslavskij di Mosca. Da lì saliamo sull’anello della metropolitana, la linea 5 o marrone, e cambiamo alla fermata Belorusskaja sulla linea verde, la 2. La fermata successiva è la nostra: Majakovskaja.
Ci troviamo al limitare di uno dei quartieri più ricchi di storia letteraria della città, un rettangolo di case chiuso tra Bol’šaja Sodovaja, Tverskaja ulica, Nuovo Arbat e Tverskoj Bul’var. Qui si trova il teatro della satira, il museo di arte moderna, il monumento a Puškin, gli Stagni del Patriarca e la casa-museo di Gogol’, di Gorkij, di Čechov e naturalmente di Bulgakov. Andiamo a visitare quest’ultima e sveliamo un piccolo particolare trascurato dalla maggior parte dei turisti e degli studenti di slavistica che vi si recano in pellegrinaggio.
Prendiamo la Bol’šaja Sodovaja, tenendoci sul marciapiede sinistro, fino al numero civico 10 (302 Bis).

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302 Bis. Museo Bulgkovskij Dom [Casa Bulgakov]
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In questa casa dal 1921 al 1924 visse e lavorò lo scrittore Michail Afanasevič Bulgakov. Qui si svolgeva l’azione del romanzo di M. A. Bulgakov “Il Maestro e Margerita”.

Il tram rosso, una delle tante citazioni di Maestro e Margherita, sosta spesso davanti al cancello d’ingresso in attesa di turisti curiosi da portare a spasso.
Entrando nel cortile del condominio ci si rende conto dell’innumerevole quantità di riferimenti letterari di cui sono tempestati muri e spiazzi un tempo vuoti.

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Subito sulla sinistra si staglia la grossa insegna del teatro dedicato all’autore, che ospita regolarmente spettacoli tratti dalle sue opere. Ma è l’ingresso che gli sta accanto ad attirare subito l’attenzione dei visitatori. L’insegna mostra la scritta “Bulgakovskij Dom”, che letteralmente significa “Casa Bulgakov”.
Eureka! La casa di Bulgakov! I giovani slavisti ci si buttano e ad aspettarli alla reception sta un prestante Woland di mezza età, con un brillante completo a quadri, il papillon e il monocolo, come da manuale. Con un forte accento russo, invita in inglese ad entrare e a visitare gli interni pittoreschi. Ancora riferimenti letterari, ancora oggetti di scena posizionati a d’oc, e al fondo del percorso il negozietto dei souvenir e una piccola caffetteria a tema.

Interno ricostruito e oggetti di riferimento letterario del Bulgakovskij Dom. Si ringrazia Marta Suardi per essersi prestata alla foto. Mosca, novembre 2015.

Carino vero? Ecco, questa non è la casa di Bulgakov.
E già, Woland vi ha ingannati, o meglio, ha omesso una piccola ma fondamentale informazione: il Bulgakovkij Dom, nonostante il nome fuorviante, è soltanto una ricostruzione, una accogliente trappola per turisti, assemblata a contorno del centro culturale che gestisce il teatro. Qui in effetti si svolgono numerosi eventi culturali di gran pregio durante l’intero corso dell’anno, tra mostre, letture, conferenze, incontri con specialisti e attività divulgative.
Quello che ogni buon slavista dovrebbe affrettarsi a visitare è in realtà l’appartamento originale in cui ha davvero vissuto l’autore, quello a cui si riferiva la targhetta all’ingresso. Non si trova molto lontano, sta lì accanto, ma tutti i cartelli e gli oggetti di interesse sono addossati all’entrata del Dom, così che il Muzej Bulgakogo [Museo di Bulgakov], oltre a confondere le idee per il suo nome, viene spesso ignorato.
Errore madornale.
Rimediamo subito: tornate nel cortile e avvicinatevi al portone successivo, il numero 6; suonate il campanello con il nome Muzej Bulgakogo, kvartira 50: vi apriranno. Seguite i graffiti delle scale, fino a che non trovate il pianerottolo giusto, l’appartamento numero 50.

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Cittadino! Woland vi guarda. In ogni stanza “non è un buon appartamento”.

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L’appartamento era una kommunalka, un appartamento comunitario sovietico condiviso da Bulgakov e da sua moglie con altri inquilini. Gli ambienti sono stati ovviamente rimodellati per permettere una visita approfondita, ma si possono riconoscere i mobili e gli oggetti originali della casa. La cucina, luogo comune e di incontro tra gli inquilini, ne rappresenta il caos e l’ingarbugliata convivialità. Ogni tanto spuntano riferimenti ai romanzi: ricostruzioni in cartapesta, occhi che ti osservano dalla porta, gatti veri adottati a simboleggiare il grasso Behemot… Ma la stanza più suggestionante è sicuramente lo studio dell’autore, con la scrivania, la lampada verde e le carte accatastate ovunque ad esprimere il geniale impulso creativo.
Il giovane studente di letteratura russa che fa visita al Muzej Bulgakogo corre davvero il rischio di capire cosa vuol fare nella vita.

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“In generale Mosca non è Berlino, primo, e secondo, una persona che viva un anno e mezzo nel corridoio n.50 nulla la sorprende più.” Michail Bulgakov.

Qualche breve informazione sull’autore: Michail Afanasevič Bulgakov (Kiev, 1891 – Mosca, 1940) è uno dei più grandi scrittori russi del Novecento. Autore, tra le altre opere, di Maestro e Margherita, La guardia bianca, Cuore di cane, si laurea in medicina prima di scoprire la propria vocazione per la scrittura. Molti dei suoi racconti narrano infatti le vicende di giovani medici alle prime armi, dottori morfinomani nelle campagne siberiane (Bulgakov stesso soffrì di dipendenza), scienziati alle prese con esperimenti catastrofici. A lungo ostacolato dal potere sovietico, la maggior parte dei suoi scritti incontra il pubblico solo a partire dal 1965. Oggi è uno tra gli autori più noti e studiati in Russia e all’estero.

 

Link e informazioni utili:

Il Bulgakovskij Dom (Bol’šaja Sodovaja 10, interno cortile, portone 1) è un museo e un centro culturale legato al Teatro Bulgakov. È aperto tutti i giorni, tranne il martedì: Lu-Gio h13-23; Ve h13-1.00; Sa h12-1.00; Do h12-23. Ingresso gratuito.
http://dombulgakova.ru/

Il Muzej Bulgakogo (Bol’šaja Sodovaja 10, interno cortile, portone 6, appartamento 50) è l’appartamento originale dello scrittore. Anche qui si trovano spesso eventi e mostre temporanee. È aperto dal martedì alla domenica, dalle 12 alle 19 (il giovedi dalle 14 alle 21). Ingresso prezzo pieno 150P (2,50€ circa), scolari e pensionati 50P, studenti universitari e bambini sotto i 7 anni – ingresso gratuito.
http://bulgakovmuseum.ru/visit/

 

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2 comments

  1. “…alla reception sta un prestante Woland di mezza età, con un brillante completo a quadri, il papillon e il monocolo, come da manuale”. Non è la descrizione di Woland, ma di Korovev.

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    • È vero, infatti devo fare una rettifica: alla reception stavano due persone; una mi si è presentata come Woland, credo avesse un abito scuro o poco appariscente, perché non la ricordo; l’altra persona si presentava in abito a quadretti, papillon eccetera, ma non mi si è presentata. In sostanza, essendo passati ormai due anni, nella mia memoria le due figure si sono fuse, creando un nuovo ricordo. Chiedo scusa per l’errore!

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