Maggio ’17 – Editoriale

maggio1

“Dai, andiamo nel tetro vuoto.

Una ventina di chilometri di tetro vuoto,

Per poi svoltare a sinistra,

E ancora un duecento metri.”

– Sergej Timofeev –

[In sottofondo: Simon & Garfunkel – The Sound of Silence]

MARTINA: Ma perché Tetro Vuoto? Cioè, nel senso, forse mi devo spiegare meglio: perché il vuoto è Tetro? E perché il Tetro non è vuoto? Tutto sommato sto vuoto non mi sembra poi tanto male… Si, un po’ lontanino, un po’ buino… Però ogni tanto ci sta. Un po’ di vuoto tutto per sé dove far scorrazzare un po’ i pensieri, o dove lasciarli perdere! Se poi deve proprio essere Tetro uno si porta le pile. Io un giro ce lo farei.

ILINCA: Sai cosa c’è di incredibile? Che le nostre pupille sono fatte in modo da adattarsi anche al buio; non funzionano in modo perfetto, ma dopo un po’ riusciamo a distinguere meglio le cose anche nell’oscurità. Non siamo proprio da buttar via. Significa che c’è qualcosa per noi anche al buio. Giustamente ci cachiamo sotto, ma se riesci ad andare oltre l’istinto di conservazione potresti vederci qualcosa.

EDI: Infatti io mi cago addosso.

MARTINA: Ma poi, se nel vuoto c’è il buio, siamo sicuri che il vuoto sia vuoto? E soprattutto, sto Tetro vuoto ci stava già prima o è spuntato dopo? Magari prima c’era qualcosa e poi puff! è sparito, si è dissolto, o l’hanno portato via… Voi vi sentite tutti interi? A me sembra di aver perso qualcosa, mi ricordo di aver perso qualcosa, ma non so cosa… Se trovate qualcosa fatemi sapere.

EDI: Non trovo niente, trovo solo me stessa. Forse era per quello che siamo scesi?

ILINCA: Mi viene da pensare che il vuoto sia una possibilità data. Magari è la fine o magari è l’inizio. Mi piace pensare che siamo in grado di agganciarci a una fase e manipolare il ciclo delle cose, un po’ di divinità personale. Consideriamo l’esistenza di ciascuno di noi: la probabilità che ha portato i geni di una coppia di genitori a incrociarsi per generare una persona è 1 su 10^2,640,000. Sono delle probabilità talmente incommensurabili che si avvicinano allo zero. Esistiamo quasi per scherzo. E allora quasi quasi è possibile allungare la mano nel vuoto, cascare in un buco nero e spuntare dietro le nostre spalle.

È mai possibile che esistiamo perché lo abbiamo semplicemente voluto, toccando la probabilità da qualche parte nel vuoto?

Copertina a cura di Ilinca Francisca Cojan

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s