Gennaio ’17 – Editoriale + propositi per l’anno nuovo

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[In sottofondo: Kraftwerk – The Hall of Mirrors]

ILINCA: Una si sveglia, studia, pensa, rimugina, s’informa, approfondisce, va da un monaco tibetano, si droga, ciula e prende una decisione. Ci puoi pensare un mese come un minuto, ma ci sono le stesse probabilità che quella che hai appena preso sia una decisione del cazzo. Poi ti ritrovi a camminare per strada in mezzo a Berlino e ti metti pure a urlare “machedecisionedelcazzo”, ma tanto nessuno ti capisce. E la versione futura di te stessa torna indietro nel tempo per dirti “seiunacogliona”, e vi menate.

EDI: la peggior scelta che un uomo possa fare è scegliere di credere che ci sia sempre una possibilità di scelta in futuro.

DAVIDE: Scelte! Come mi piacciono le scelte! Qualsiasi cosa tu decida sarà comunque sbagliato, ti rimarrà sempre quel tarlo a roderti e chiederti “e se invece …?”. Certe volte sarebbe meglio fare come Luke Rhinehart e lanciare un dado invece di decidere. Meno stress, più serenità e magari si evita di finire nella mia raccolta di scelte improbabili. Anche se sareste in buona compagnia. Idea del cazzo #1: andare in Russia con le scarpe di cartone. Idea del cazzo #2: andare nel deserto con i carri armati.

MARIELLA: Anche decidere di fare o no qualcosa a capodanno è una scelta del cazzo.

MARTINA: La cosa che più mi irrita è che ogni volta che prendo una decisione, se mi sembra la scelta migliore e che tutto sarà bellissimo – si rivela una scelta del cazzo, ma proprio tanto; se invece ogni due minuti ho un flash forward di me che precipito dall’aereo, che finisco in miniera o in Siberia o in un manicomio o in una setta nazista o tipo legata a una sedia elettrica… insomma, quelle immagini che ti vengono in mente quando pensi “a cosa stavo pensando? Io non ci voglio stare qui. Ma chi cazzo me l’ha fatto fare. Dovevo starmene a letto. Mollo tutto e vado a coltivar patate sulla Bisalta”… allora si rivela una buona scelta, dopo. Ma sono certa che la prossima volta che proverò un pessimo presentimento e non mi cacherò sotto, quella volta sarà una scelta del cazzo da premio Nobel alla demenza.

ILINCA: Le uniche certezze nella vita le hai quando ti stai cagando sotto.

MARIELLA: Anche decidere di abbattere (seppur momentaneamente) la timidezza è una gran scelta del cazzo. Perché forzarsi? Da un episodio successo quando servivo dietro a un bancone ho capito che è meglio non cercare di sembrare estroversi. Un musicista, prima della sua esibizione, dimentica il suo bicchiere di vino appena ordinato. Chiacchiera fuori con un suo amico. Ho fissato a lungo il bicchiere. Che faccio, glielo porto oppure no? Massì, mi faccio coraggio e glielo porto. Prendo il bicchiere, esco fuori. Lo vedo. Gli faccio segno che ho il suo bicchiere, lui ha visto e mi aspetta mentre continua a conversare animatamente. Vado verso di lui, ci sono quasi e… tac. Sotto la scarpa sento qualcosa di liquido ma non troppo. Ops, ne ho pestata una. Lo sapevo che dovevo continuare ad essere timida.

DAVIDE: Idea del cazzo #325: fare jogging da ubriaco. Idea del cazzo #326: Torino-Reggio Calabria in treno. Idea del cazzo #327: dare dello spagnolo a un catalano. Idea del cazzo #328…

EDI: Tutta colpa del libero arbitrio, ché non esiste, perché se scelgo A anziché B ci sarà una causa C e allora come faccio a scegliere di per me? Si insegue una decisione e si finisce per scegliere P e D, che non è Partito Democratico.

MARTINA: Che poi la metà delle idee del cazzo che si fa venire la gente nel mondo dopo un paio d’anni si rivelano delle genialate assurde. Tipo lasciare i prosciutti a muffire, gli aquiloni sotto i temporali, i social network… Per fortuna c’è una schiera di dottoroni che hanno fatto un sacco di casino. Fanno sembrare i miei progetti per il futuro meno idioti. Va beh.

Buon anno, comunque!

BUONI E CATTIVI PROPOSITI PER L’ANNO NUOVO

DAVIDE

Buoni propositi:

  1. Raggiungere un B2 di francese e danese.
  2. Riprendere a nuotare.
  3. Non dare fuoco al libro di armonia musicale.

Cattivi propositi:

  1. Provare una o duecento Psylocibe.
  2. Urlare.
  3. Menare a casaccio.

ILINCA

buoni

1- esternare i miei problemi psicologici in opere artistiche dignitose

2- avere relazioni promiscue

3- studiare per bene il francese

4- leggere guerra e pace

cattivi

1- non dare spiegazioni alla gente

2- essere sfrontata (e un briciolo stronza)

3- drogarmi

MARTINA

Tre buoni e cattivi propositi

  • Genere realistico: buttarsi con il bungee jumping nell’abisso delle opportunità; esteriorizzare di più i miei disordini mentali
  • Genere assurdo: leggere due libri già sullo scaffale ogni nuovo libro comprato; non mettere radici
  • Genere sentimentale: scrivere cose che spacchino i vetri; farmi più canne.

EDI

1) non farsi tutte ‘ste canne, perché come diceva Baudelaire, l’hashish toglie la forza di volontà  2) riascoltare daccapo tutti gli album di David Bowie  3) descrivere la luce del sole sui palazzi di Torino

MARIELLA

Buoni propositi:

1- togliere lo stendino dalla camera

2- alzarmi quando suona la sveglia, non mezzora dopo

3- smettere di fumare

Cattivi propositi:

1- dire quello che penso, come lo penso

2- (continuare a) misurare la mia vita a cucchiaini di caffè

3- ricominciare a fumare

Copertina a cura di Ilinca Francisca Cojan

 

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