Dicembre – Editoriale

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[In sottofondo: The Velvet Underground – Venus in Furs]

ILINCA: Dietro ogni preservativo usato che vedete per terra c’è una storia di seduzione conclusa con successo. E una gran scopata, si spera. Ogni volta che ne vedo uno mi partono le congetture: come hanno approcciato? Era una sveltina tra sconosciuti o due amanti duraturi che si rivedevano dopo mesi e non hanno resistito fino a casa? In che posizione si sono combinati? Hanno bevuto? Si sono calati qualcosa in un club? Quante persone erano? Chissà.

EDI: il posto peggiore dove puoi trovare un preservativo è il cesso chimico di un rave nel deserto, il posto migliore è il prato di casa tua. L’erotismo e i profilattici non hanno niente in comune, per dispiacere degli sportelli di prevenzione. L’erotismo è una stretta di mano, uno sguardo, un saluto, una chiacchierata, un bicchiere di vino, una donna vista da lontano, un uomo vestito diverso dal solito, un San Sebastiano al martirio in una pittura barocca.

DAVIDE: C’è chi dice che tutta la nostra arte sia solo un elaborato rituale di accoppiamento, la versione raffinata della clavata in testa. Le mura di Costantinopoli, la poesia provenzale, Warhol che mangia un hamburger per otto minuti: tutto per evitare il gioco di mano. Non mi convince. È un ragionamento che fila nel mondo dei porno, ma qui? Secondo me causa solo un sacco di scompensi. E un’impennata nelle ordinazioni a domicilio.

MARTINA: I teutonici sono specialisti in questo tipo di congetture. C’era un tale che vedeva sesso ovunque, nelle orecchie, negli occhi, tra i denti, sotto il portico, nell’orto e anche nello scarico del lavandino. E quello sì, che si calava roba, ma non nei club. Un altro tale invece apprezzava il sadomaso e sterminava le sue amanti, e non solo. Dipingeva conigli. Deve essere diventato famoso.

MARIELLA: Comunque è difficile battere un accordo di settima. Minore.

NADIA: Jingle bells, jingle bells, tira fò l’osél! Daga giò co’l martél finc’à l’é morél, yeah!!

ILINCA: Immaginate quante fantasie erotiche si sviluppano nella mente di ogni persona che vi circonda, e nella vostra: per esempio, siete in metro, vedete un bel fusto e tempo 2.3 secondi pensate già alle posizioni che mettereste in atto con lui. Intanto, lui fa lo stesso guardando voi, e magari un’altra fanciulla. Pensate a quanti passeggeri fantasticano eroticamente con altri presenti, o persone desiderate. Immaginate se per dieci secondi i pensieri di tutti diventassero trasparenti, le fantasie sessuali proiettate sopra la testa come un ologramma. Cadrebbero governi e monarchie.

MARTINA: Una persona in media pensa al sesso ogni due minuti. Se i pensieri diventassero trasparenti, o meglio, concreti, come se si congelassero nell’aria sopra le nostre teste, risolveremmo il problema del surriscaldamento globale. E forse cominceremmo a fare pensieri alla frutta, o al mojito. Forse c’è una forza che aggancia i pensieri non congelati delle due persone sconosciute in quella metropolitana, che so, congiunzioni astrali. Che poi, chissà qual è il metodo di corteggiamento per i granchi… Ci sono dei ragnetti nella giungla che fanno i balletti. Un granchio che balla il flamenco, tac tac!

DAVIDE: Una cosa che mi ha sempre disturbato del cinema americano è il voler coprire a tutti costi i capezzoli. Tipo in American Horror Story, dove dieci minuti prima ci sono stati demoni, elettroshock e scuri sul cranio e poi devi giocare coi riflessi dell’acqua per coprire una poveretta nuda. Continuiamo a dividere la quotidianità dal sesso. E dall’amore, come se fosse l’unico sentimento in grado di nobilitarlo. Come se l’eros avesse bisogno di essere nobilitato. Bah. Trop d’orguoills o ant gran dan maintas gens.

MARIELLA: Miliardi di colonne sonore possibili, tra i Massive Attack e gli Air passa un mondo che finemente include una dichiarazione d’intenti. Ah, il potere di una playlist ben fatta.

EDI: Santa Teresa d’Avila in estasi, lei sì, che era erotica. Non lo so, amici miei, vado a Vienna a scoprire come si scopava a inizi Novecento e torno.

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