Bauhaus: quando il dark incontra il glam

Il periodo del post-punk è stato particolarmente fertile in Inghilterra: all’inizio degli anni Ottanta la cosiddetta New Wave accoglie al suo interno un’ampia varietà di stili e sottogeneri, tra cui il gotico, da noi meglio conosciuto come dark.
Fermi tutti.
Non si trattava del gotico/dark così com’è inteso oggi, ovvero gruppi che scadono in banali lamentele molto spesso fronteggiati da donne. No, quello possiamo considerarlo come un risvolto non troppo piacevole e significativo del genere.
[D’ora in poi nel testo le parole dark e gotico si alterneranno, ma fanno riferimento allo stesso genere.]

Per cominciare, già il nome richiama qualcosa di medievale che d’istinto rimanda a chiese e cripte, fino a passare in rassegna un po’ di letteratura (gotica, anche quella) ottocentesca. 
Viene spontaneo chiedersi quale sia il motivo di questo improvviso e rinnovato fascino per i valori di un periodo storico così lontano e superato, e a questo proposito è importante capire il terreno in cui si è sviluppato il dark: siamo nell’Inghilterra della fine degli anni Settanta, in cui convivevano diversi sottogeneri del punk (come Oi!, anche conosciuto come street punk e l’anarco-punk, entrambi molto attenti al contesto sociale e particolarmente vicini ai proletari) fortemente legati alla modernità e al loro tempo.

Il gotico si autodefinisce anti-modernista e rappresenta, anche in letteratura, una sorta di ritorno al sommerso, a tutto ciò che la storia, con il potere della ragione illuministica aveva rischiarato. Religione, tradizione, superstizione e affini ritornano in auge e diventano particolarmente rilevanti, anche in maniera distorta, tanto che alcuni gruppi durante le loro esibizioni indossavano oggetti religiosi e/o macabri.

Il dark si fondava su un’idea semplice: le emozioni più profonde provate dall’uomo non sono diverse da quelle di migliaia di anni fa e sono amore, morte, disperazione, terrore. Inoltre, il tutto è accompagnato da un morboso interesse per l’eterno e, con esso, il rifiuto della modernità e del qui ed ora; la predilezione di elementi fantastici e ultraterreni o sotterranei rappresentava una diretta reazione al filone punk più politico e attento a sfruttamenti e ingiustizie, una cupa evasione dalla realtà. 

Sia come genere rock sia come subcultura giovanile il dark ha esplorato e incarnato questo.

Fino al 1982 il termine gotico veniva usato in maniera dispregiativa, ma cominciò ad acquisire una valenza positiva quando oscurità e morbosità sessuale (due dei temi principalmente trattati) cominciavano ad affermarsi come idee alternative non soltanto al punk più impegnato, ma anche alla vivacità del new pop (ad esempio, a gruppi come gli Human League). 

Tuttavia, il dark e il new pop avevano qualcosa in comune: la passione per il glam. Infatti, sia gli Human League che i Bauhaus amavano David Bowie, che fece del glam e della teatralità due dei suoi punti di forza.

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Gli Adam and The Ants

L’idea del cantante carismatico, bello e dannato, come Peter Murphy dei Bauhaus o Adam Ant degli Ants, era fondamentale: la presenza fisica naturale oppure enfatizzata con trucco e abbigliamento era essenziale per costruire un leader con un’aura carismatica, di culto. E non tanto per dire, i gruppi dark si facevano volontariamente culto, non disdegnavano affatto di essere trattati come proprietà privata dal loro pubblico.

I gruppi afferenti a questo genere discendevano direttamente da band come Joy Division e Siouxsie and The Banshees e miravano alla creazione di un sound ricco di chitarre taglienti, con un basso predominante e ritmi ipnotici funerei, a volte ricchi di tom, che dovevano suonare, a loro modo, tribali, in cui la voce si ergeva straziata, profonda o monotona.
A livello estetico venivano sfoggiati pallore cadaverico, capelli neri cotonati e/o arruffati, colletti alti e appuntiti e giubbotti di pelle.

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Foto scattata al Batcave, famoso club di Londra, nei primi anni Ottanta

Nel 1982, venne inaugurato, a Londra, il locale attorno al quale sarebbe poi gravitato questo genere: il Batcave, fondato da un gruppo chiamato Specimen, con l’intento di fornire una proposta alternativa alla scena musicale londinese, dove era possibile ascoltare sia glam classico che dark rock. Quando il club cominciò a decollare e ad avere un forte seguito vennero organizzate le “batcave nights” ovvero un tour in pieno stile “batcave” in diverse città inglesi: Liverpool, Manchester, Leicester e ci fu persino una serata unica a New York, al Danceteria.

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Bacheca del Batcave

Senza ombra di dubbio quella dei Bauhaus è la formazione più interessante e importante di questo filone. Furono i pionieri del genere, li si potrebbe definire proto-dark: si unirono nel 1978, un anno dopo l’anno zero del punk britannico, tutti provenienti da esperienze diverse. Nel 1979 si aggiunse Peter Murphy, personalità estremamente carismatica e teatrale. Decisero di chiamarsi Bauhaus 1919 come la scuola tedesca, che poco dopo rimase semplicemente Bauhaus.

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Locandina di un concerto dei Bauhaus al Batcave

Il loro primo singolo, Bela Lugosi’s Dead, ebbe una grandissima risonanza, e infatti fu poi usato dal Duca Bianco nel film The Hunger (Tony Scott, 1983). Per essere il primo singolo, quindi il primo impatto in assoluto con il pubblico, i Bauhaus fecero una scelta coraggiosissima: otto lunghi minuti. Destinato a diventare uno degli inni della musica dark, è anche un omaggio al celebre attore ungherese, noto per le sue interpretazioni nel cinema horror, specialmente per aver incarnato Dracula. Tra una strofa e l’altra, Peter Murphy canta, ossessivo e monotono, “Undead, undead, undead”, quasi a voler sottolineare l’immortalità del vampiro. Ed è stato proprio questo brano a consacrarli alla new wave, tanto da diventarne uno dei manifesti più significativi.

I Bauhaus riuscivano a sfornare sempre grandi singoli, uno dopo l’altro, e probabilmente fu questo a catturare l’attenzione della casa discografica 4AD, che li scritturò producendo, nel 1980, il loro primo album, In The Flat Field, pietra miliare della new wave e del dark. La 4AD in quegli anni finì per monopolizzare il mercato dark, consapevole del successo del genere, sfoderando, oltre ai già citati Bauhaus, i Dead Can Dance, i Cocteau Twins e gli islandesi Kukl, in cui cantava Björk.

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La copertina di In The Flat Field (1980, 4AD)

Un altro brano particolarmente interessante è Terror Couple Kill Colonel, il cui titolo deriva da un articolo di giornale dell’epoca che riguardava l’uccisione di un colonnello britannico da parte di due terroristi tedeschi appartenenti alla banda Baader Meinhoff, definite spesso le Brigate Rosse tedesche, ed è singolare come gli anni di piombo della Germania siano menzionati in un gruppo gotico, quindi per sua natura distante dalla vita moderna. Dopo essere entrati nella 4AD il loro nome comincia a circolare nell’underground londinese, associato a Bowie e allo shock rock di Alice Cooper proprio per un senso spettacolare sviluppato.

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Peter Murphy durante un concerto con i Bauhaus

Peter Murphy era una figura magnetica, che si spingeva spesso nell’autoparodia, sia in musica che nell’abbigliamento e lo faceva con estrema ironia, divertendo il pubblico e forse ancor di più se stesso: le sue performance erano ricche di rimandi simbolici, ma con la sua voce sottolineava come essere parte di un gruppo dark non dovesse diventare sinonimo di essere un depresso cronico. E fu proprio questo a renderlo un simbolo, o meglio, un oggetto di culto. Pochi gruppi potevano vantarsi di essere altrettanto terrificanti quanto i Bauhaus, non soltanto per gli elementi ricorrenti nei loro testi, ma proprio perché l’esibizionismo e la passione per il teatro di Murphy non facevano altro che rendere i loro brani ancora più inquietanti.

I Bauhaus rimasero attivi fino al 1983, anno in cui arrivò inaspettata la notizia dello scioglimento (del tutto pacifico) del gruppo per sperimentare nuove forme. Peter Murphy formò i Dali’s Car per poi dedicarsi ad una carriera solista non all’altezza dei Bauhaus, mentre gli altri musicisti si unirono nei Love and Rockers, gruppo che spaziava dalla psichedelia al dark.
Nonostante i pochi anni d’attività, i Bauhaus restano un gruppo cult ancora oggi, aiutati da uscite discografiche come rarità, live, antologie, i cui echi si ritrovano nei loro discepoli, tra i quali è doveroso nominare gli americani Christian Death.

Di seguito alcuni link per approfondire e ascoltare un po’ di dark rock.

La scena iniziale del film The Hunger in cui compare Peter Murphy, con Bela Lugosi’s Dead in sottofondo.

Terror Couple Kill Colonel

L’intera Bela Lugosi’s Dead

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