L’Italiano, o il confessionale dei penitenti neri

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Sono passati pochi giorni da Halloween, la festa più importata di tutti i tempi. Quindi cosa c’è di meglio se non addentrarci in un genere letterario diffusissimo nel Paese natìo di questa ricorrenza? Ebbene sì, stiamo parlando proprio del romanzo gotico, che vede nel XVIII e XIX un periodo alquanto florido in Inghilterra.

Tra i maggiori romanzi ricordiamo Il Castello di Otranto di Horace Walpole, I Misteri di Udolpho della stessa Radcliffe, Il Monaco di Matthew Lewis, Frankenstein di Mary Shelley, ma gli esempi sono tantissimi.

Le caratteristiche principali di questi romanzi sono l’unione tra i sentimenti umani e un’ambientazione medievale cupa e oscura, spesso accompagnata da fenomeni sovrannaturali. Castelli ridotti quasi a macerie, luoghi dimenticati e perfino sotterranei sono molto frequenti nel gotico, dal momento che la paura e l’ansia devono entrare nel lettore quasi come fossero serpi. Difficilmente troverete temi positivi, gli amori raccontati non sono mai tranquilli e spensierati, sono invece disturbati, ostacolati e spesso non finiscono poi così tanto bene. Sono invece la morte, il paranormale, il terrore e il mistero a fare da padroni. Tuttavia la rappresentazione di elementi così oscuri è dovuta alla costante ricerca del sublime, che va al di là del semplice “bello”: è un’emozione provocata dall’idea del pericolo, del dolore, della paura, ma che allo stesso tempo esercita un fascino di cui non si può fare a meno.

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E l’epoca che più rappresenta questi stati d’animo è il Medioevo, gli anni bui dell’umanità, senza dimenticare che il grande cattivo di molti di questi romanzi è la Chiesa cattolica, giusto per non far scordare agli inglesi quanto beceri e crudeli siano i fedeli al papato di Roma e quanto siano innocenti, buoni e puri i protestanti: sono anni infatti in cui in Inghilterra si cerca sempre di sottolineare le differenze della Chiesa protestante da quella cattolica e di quanto quest’ultima rappresenti gli aspetti negativi della fede. Ma non andiamo fuori tema.

Per l’occasione parliamo di un romanzo inglese pubblicato nel 1797 dall’autrice inglese Ann Radcliffe: L’Italiano, o il confessionale dei penitenti neri, considerato uno dei suoi maggiori successi. L’intera carriera della scrittrice è stata dedicata a questo genere letterario e fu lei a dare un’ulteriore evoluzione al romanzo gotico, limitando gli elementi magici e occulti per preferire invece altri elementi, più sottili, che vedremo in seguito.

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Un ritratto di Ann Radcliffe

Di Ann Radcliffe non si sa molto, poiché trascorse la sua esistenza in maniera appartata, senza partecipare alla vita mondana. Nelle sue opere sono descritte vicende di donne innocenti ma coraggiose, il tutto ambientato in atmosfere lugubri e tenebrose, che danno all’autrice grande popolarità, tra questi Romanzo siciliano, Il romanzo della foresta e il già citato I Misteri di Udolpho.

L’Italiano, nello specifico, racconta la classica storia d’amore ostacolata dai familiari: i due protagonisti Vincenzo ed Elena si innamorano a prima vista, ma il ragazzo è un nobile figlio di marchesi, mentre la fanciulla è orfana e vive con la zia; è ovviamente la famiglia di lui a voler impedire il matrimonio, soprattutto la madre, la quale si rivolge al suo confessore, il perfido monaco Schedoni, al fine di separare i due ragazzi. È lui l’Italiano del titolo: è un uomo di cui non si conosce il passato e di cui si ignorano i limiti della sua malvagità, non viene descritto il motivo che lo spinge a determinate azioni o pensieri, è l’aura stessa che emana a renderlo angosciante.

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Tra numerosi colpi di scena, luoghi sperduti, conventi oscuri e bui, personaggi circondati da un inquietante alone di mistero, brevi e illusori incontri e fughe disperate, il romanzo crea una costante sensazione di ansia da cui però è impossibile staccarsi. La forza dell’autrice è proprio questa e rende L’Italiano attuale anche al lettore di oggi, il quale però prova sentimenti contrastanti nei confronti dell’opera: da un lato la capacità della Radcliffe di affascinare e non annoiare mai permette di creare una storia appassionante dall’inizio alla fine, ma dall’altro la trama risulta alquanto prevedibile.

Alt! Prima di sbadigliare dalla noia, cercate di non fermarvi alla solita storia d’amore tra due ragazzi provenienti da due ceti diversi, e per questo ostacolata nientemeno che dalla suocera. È proprio questo il punto: quello che sembra essere una debolezza mette invece in risalto il talento dell’autrice, capace di creare da una storia tipica della letteratura un vero e proprio capolavoro originale. La Radcliffe utilizza infatti gli elementi gotici per riuscire nel suo intento, ma anche in questo è originalissima, non limitandosi a usare il sovrannaturale per volgere in favore (o sfavore) il destino dei protagonisti, dà invece vita a una vera e propria atmosfera ricca di mistero, oscurità e segretezza che induce a pensare che dietro a determinati eventi possa esserci soltanto qualcosa al di là dell’umana comprensione.

Ciò che viene messo in discussione è la natura stessa dell’essere umano, schiavo delle convenzioni sociali, incapace di gestire i rapporti familiari, ma in grado di compiere azioni deprecabili e crudeli verso chi è invece buono e puro.

Infatti un ruolo importante in questa nera ambientazione è ricoperto dalla religione, o meglio, da cosiddetti uomini e donne di fede che si contrappongono all’innocenza e alla bontà dei due protagonisti, i quali vedono la loro unione ostacolata anche da coloro che dovrebbero difenderli (qualcuno ha detto I Promessi sposi? Beh più o meno, come detto, non siamo di fronte a una trama nuovissima), anche se non mancano gli elementi positivi, portati soprattutto dalla costante fede di Elena, incrollabile davanti alle difficoltà.

L’Italiano è quindi un perfetto esempio di una lettura coinvolgente che non stanca mai, non troppo impegnativa, e che vi permetterà di leggere qualcosa di gotico che non sia il solito Frankenstein.

E se non riceverete spoiler come la sottoscritta a suo tempo, questo romanzo vi terrà attaccati alle pagine senza che neanche ve ne rendiate conto.

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