Libri liberi: la Stampa Alternativa

La nostra generazione è molto ben abituata nel campo dell’informazione e della ricezione di conoscenza. Tutto quello che vorremmo sapere – o quasi – lo possiamo rintracciare velocemente sul web senza che nessuno ce lo impedisca. A parte la Cina, la Turchia, la Nord Corea; ok, non volevo essere eurocentrica. L’Italia è uno degli ultimi paesi europei ad avere un controllo selettivo sui mezzi di comunicazione, ma questo è un altro discorso.

I fatti sono che possiamo trovare informazioni utili su arte e letteratura, su politica internazionale più che interna, sulla musica, sul sesso e la contraccezione, sul mainstream e sull’underground, sulle droghe leggere o pesanti. Ma prima di internet tutto ciò era abbastanza difficile. Ottenere informazioni in ambito contro culturale era arduo anche per chi era ben inserito nel contesto.

Il lavoro che fa oggi il web, per non parlare del deep web, è quello che negli anni 60 e 70 fecero le case editrici alternative. Alternative ovviamente al sistema del consumo, a un sistema capitalista che si sentiva all’apice del successo e voleva impedire a tutti i costi che qualcuno ne scardinasse i valori. Era lo stesso sistema che nel 1976 fece condannare l’editore e attivista Marcello Baraghini a 18 mesi di carcere, per la pubblicazione del volume Contro la famiglia. Manuale di autodifesa per minorenni, un libro che vendette ben 60 000 copie in Italia. Baraghini latitò fino al 1977, occupandosi di pastorizia.

Qual era l’argomento che tanto preoccupava la società italiana? Un libro contro un’istituzione, quella famigliare, che avrebbe potuto deviare milioni di giovani. Il pretesto utilizzato per sequestrare tutte le copie fu quello della presenza di “oscenità” nel testo, grazie anche alle raccolte firme nelle parrocchie d’Italia. Ebbene, le copie vennero sequestrate, ma 60 000 italiani lo stavano leggendo e oggi possiamo scaricarlo gratuitamente da qui, nella riedizione del 1995 per i 25 anni della casa editrice.

Questa era una vera Stampa Alternativa, una raccolta di forze per dare libertà all’editoria italiana degli anni ’70, per portare avanti temi completamente indiscutibili davanti all’opinione pubblica: non solo droga, ma anche famiglia, aborto, obiezione di coscienza, autori censurati, autori antichi e dimenticati. Tutti temi che non smettono di essere attuali e che ancora adesso sono conosciuti solo da una parte della popolazione italiana.

Stampa Alternativa nacque nel 1970 a Roma. La loro alternatività al sistema editoriale si fece da subito provocatrice e funzionale: le prime pubblicazioni costavano tra le 300 e le 500 lire, e venne creato un sistema dove chiunque può ottenere una press card della casa editrice, in modo da democratizzare al massimo il nuovo incubatore di idee.

La collana Millelire venne proposta nel 1989, e divenne un caso editoriale per la sua idea rivoluzionaria di abbattimento dei costi della pubblicazione, per poter arrivare a tutti e con temi innovativi, al modico prezzo di 1000 lire. Furono quelli che la piccola enciclopedia Garzanti nominò “i libri che hanno rivoluzionato il mercato editoriale”. Uno degli argomenti che fece più successo fu sicuramente quello legato alla produzione e consumo della cannabis. Ma il titolo che fece più vendite fu la Lettera sulla felicità di Epicuro con due milioni di copie vendute.

L’unica libreria in Italia a ospitare tutti i libri di Stampa Alternativa è Strade Bianche, a Pitigliano, in provincia di Grosseto. Marcello Baraghini la descrive come una libreria che «intende abbattere ogni barriera d’accesso al libro di qualità, prima fra tutte il copyright, e per farlo si richiama alle strade bianche battute da partigiani, renitenti, disertori, banditi e briganti».

Per questo è grazie a questa libreria che oggi la collana Millelire, insieme ad altre collane di Stampa Alternativa, è scaricabile gratuitamente sul loro sito.

Tutto ciò per ricordare che, come disse Jean-Luc Godard: «Non esistono diritti d’autore, solo doveri.».

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