A PROVA DI SADDAM

A voi
figli dello stomaco
che nuotate sulla pancia.
Al posto degli occhiali,
divorato il prosciutto,
portate grasso colante.

 

A voi
dal cervello sparso
che saltate
da un silenzio all’altro.
Sbavate fiumi di parole
mischiando brodo mentale
e libertà d’opinione.

 

A voi
nei palazzi di marmo
costruiti su paludi nere.
Spauriti alla finestra
pensate che quei tentacoli
siano solo un’impressione.


Quel famoso detto
“Leggete libri di ferro!”
ve lo marchierei a fuoco
in fronte
o sul culo
se sapessi dove finisce l’una
e comincia l’altro.

 

(12 settembre 2016, Torino, Iraq)

D. T.

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