Tbilisi, 1980: ovvero ciò che ha portato al primo grande momento del rock sovietico

A Tbilisi, capitale della Georgia, nel 1980 si tenne il più importante evento del rock sovietico. Perché c’è la necessità di parlare di rock sovietico e non semplicemente di rock? Partiamo dal presupposto che, di base, questo genere musicale coincide quasi sempre con la volontà di essere, o perlomeno suonare, trasgressivi e rivoluzionari. A partire dai suoi albori, indipendentemente dai confini geografici, si è sempre posto in un’ottica di rottura rispetto al passato e al presente: fin qui, niente di nuovo. 
 Ma in Unione Sovietica lo sfondo culturale ha reso la nascita del rock carica di un significato estraneo a quello occidentale, del resto, prima che dilagasse il rock non c’erano state delle vere e proprie rivendicazioni sul diritto di esprimere se stessi in ambito musicale in maniera così larga ed ampiamente condivisa e accessibile a tutti.
Basti pensare che, prima, bisognava essere compositori e quindi professionisti per poterlo fare, e numerosi sono i casi di censura e avversione anche nei confronti di questi ultimi. Anche riguardo l’educazione musicale, c’era poco da fare: l’amore per la musica classica che ben si sposava con l’ideologia dominante (Bach e Beethoven su tutti) veniva inculcato fin dalla tenera età. Con il rock le cose cambiano: chiunque può, di base, imbracciare una chitarra e fare ascoltare ad un pubblico ristretto, ma sicuramente appassionato, quello che ha da dire, nel modo in cui vuole.

Probabilmente proprio per questo Sven Gundlach, musicista, ha scelto di chiamarlo, per comodità o per dargli un’etichetta di maggior rilevanza, “sovrock” (soviet rock) e metterlo così allo stesso livello di hard rock, folk rock.

Il terreno iniziò ad essere spianato sul finire degli anni Cinquanta, quando cominciarono a circolare illegalmente i primi lp proibiti, molto spesso portati dall’estero da famiglie facoltose.
Attorno agli anni cinquanta nacque il fenomeno del “rock sulle ossa” (in russo, rok na kostjach): si trattava di vinili duplicati (usando macchine per la copia di registrazioni militari) su radiografie, ritagliate e bucate al centro utilizzando una sigaretta. Nel giro di pochissimo tempo comprare radiografie (musica proibita) era alla portata di tutti: costavano poco, purtroppo, però, tendevano a consumarsi rapidamente a causa del materiale. Su questi artigianali e particolarissimi lp circolavano sia cantautori russi che poco tolleravano le politiche sovietiche, sia i primi accenni del rock Occidentale. Il circuito illegale di distribuzione delle costole (rock sulle ossa, ndr) era molto simile a quello del samizdat, un altro canale non ufficiale attraverso cui circolavano autori poco ben visti dal regime.

ahoy1

Un esempio di radiografie

Ma è l’ascolto dei Beatles che accende la miccia che poi esploderà nella nascita del rock sovietico. La domanda sorge spontanea: perché proprio i Beatles? Se lo è chiesto Artemij Troickij, noto critico musicale e giornalista, e ha trovato la sua risposta nei testi semplici e nelle melodie, fondamentali per l’ascoltatore russo ancora oggi.
I Beatles piacevano. E piacevano perché il messaggio che passava era quello che fossero persone normali che cantavano di cose tutto sommato normali, melodie semplici ed efficaci, prive di sonorità aggressive.
A differenza degli Who, i Rolling Stones o i Led Zeppelin, i Beatles sono immediati. Anche per un orecchio alle prime armi con il rock.
Dopo i Beatles, ascoltare non bastava più; i giovani sentivano, per la prima volta in ambito musicale, il diritto ad un’espressione autonoma. Questo portò alla nascita dei primi gruppi rock, fedeli imitazioni dei loro idoli anche nella scelta di cantare in inglese. Così, mentre nel resto del mondo imperversava l’ondata punk (1976-1978), che si esaurì in fretta per dare spazio al più ingombrante post-punk (1978-1984), così ricco di stili, approcci, e personalità, in URSS la maggior parte dei gruppi rock nasceva ancora con il preciso intento di voler assomigliare in tutto e per tutto ai fab four.

D’altronde, in Occidente, le discoteche erano un luogo di ritrovo in cui la gente andava con lo scopo di divertirsi e ballare; in URSS invece erano utilizzate come canali di informazione underground – non secondari, ma paralleli – a quelli ufficiali. Nel 1972 nacque la prima discoteca a Mosca, in un locale dell’Università, con caratteristiche diverse, come già detto, rispetto a quelle odierne: di volta in volta veniva selezionato materiale da ascoltare con molta attenzione: gruppi come Jethro Tull, Pink Floyd e King Crimson erano spesso al centro dei dibattiti, nei quali venivano contestualizzati e analizzati meticolosamente. Le persone erano felici e avide di conoscere, un comportamento comprensibile, in quanto la stampa censurava le notizie attinenti al rock e il pubblico ne veniva informato solo per vie traverse.

Quando si parla di sovrock non lo si divide dal resto del rock soltanto per il contesto in cui è nato, ma soprattutto per quanto riguarda lo stretto legame tra testi e tradizione poetica, da sempre molto forte in Russia, dove quasi sempre i reading di poesia registrano sold out.
Dopo questa fase di emulazione iniziale, si formò il primo gruppo a scrivere testi in russo, guidato da Andreij Makarevič: i Mašina Vremeni. Le prime canzoni erano satire con riferimenti alla vita sovietica, come “mi comprerò un bagno d’oro”, commento ironico a una famosa frase pronunciata da Lenin prima della rivoluzione, secondo cui, sotto il socialismo, i bagni pubblici potevano essere fatti d’oro. Sono senza dubbio importanti per la storia del sovrock, ma si mantengono in un terreno abbastanza sicuro, a parte la scelta di cantare in russo.

1820mashina20vremeni
I Mašina Vremeni durante un loro concerto

Come si scoprivano i gruppi? Era difficile per la mancanza di concerti ufficiali e alla luce del sole. Qualsiasi forma di musica rock veniva ostacolata e opportunamente punita dal regime, basti pensare che solo possedere musica illegale (lp importati illegalmente, radiografie) era punibile con il licenziamento nel migliore dei casi, nel peggiore il carcere.
Eppure, forse, è stata proprio la morsa della censura a spingere i giovani appassionati a creare canali d’informazione underground ma allo stesso tempo paralleli a quelli ufficiali. Tornando ai concerti, la maggior parte si tenevano in casa, con pochi amici, per poi lasciare il resto al passaparola.

Furono gli Akvarium, invece, a cambiare le cose.
Fine anni Settanta, ragazzi giovani, dall’immagine trasandata. Dal punto di vista musicale, negli Akvarium sono presenti numerose influenze: dal folk rock parlato alla Bob Dylan, a sonorità ripetitive e spigolose che richiamano i Velvet Underground. Tuttavia davano l’idea di un gruppo appassionato e informato, capace di utilizzare positivamente quelle influenze per dare corpo al loro stile. Boris Grebenščikov, leader spirituale e voce del gruppo, chiamato dagli amici BG, aveva una grande passione per la letteratura fantasy e d’evasione, Tolkien su tutti. A scoprirli fu Andreij Makarevič, che poi ne consigliò ad Artemij Troickij l’ascolto. E quando Troickij sentì che tra i loro ascolti c’era Lou Reed rimase estasiato: si trattava del primo gruppo russo a nominarlo.

3373992d-693c-4cb6-82e5-da0165db605c
Gli Akvarium

C’erano stati tentativi di organizzare festival e concerti, ma nessuno aveva dato il risultato sperato. Senza dubbio l’evento che però segnò e contribuì a trasformare la percezione del rock sovietico, fu il festival di Tbilisi, nella primavera del 1980. L’idea venne ad Artemij Troickij, molto attivo in quegli anni per dare al rock una possibilità. L’immagine che egli ci restituisce di Tbilisi è quella di una città molto caratteristica, particolarmente viva e ospitale. In quell’occasione arrivarono gruppi provenienti da diverse zone, come l’Ucraina e i paesi baltici. Tenendo conto del grande impatto che ebbe sullo scenario culturale e sociale, si potrebbe paragonare, in modo azzardato, a Woodstock, ma la sola analogia risiede nel fatto di rappresentare la celebrazione del rock, di riconoscergli un ruolo al di là dei piccoli concerti improvvisati tenuti nelle case o nei garage.
Per quanto riguarda le differenze, invece, basti pensare che le esibizioni venivano esaminate da un comitato ufficiale di giudici che doveva scegliere il vincitore, cosa molto lontana dall’atmosfera di Woodstock. Eppure sta proprio in questo la conferma che qualcosa stava cambiando: le autorità non potevano più limitare un fenomeno culturale e sociale così vasto, quindi decisero di provare a controllarlo, autoproclamandosi giudici e giuria di qualcosa a cui mai erano stati davvero vicini.

Durante il festival, la maggior parte dei gruppi suonava fusion oppure hard rock, c’era chi preferiva i riff new wave alla Blondie e chi cercava di mantenere un’atmosfera slava. In realtà tutti i gruppi fecero cose abbastanza ordinarie sul palco. Tra i gruppi più rilevanti c’erano i Mašina Vremeni e gli Avtograf, che ebbero molto successo fra la giuria.
Troickij, da cui abbiamo una testimonianza diretta dell’evento, sostiene che “la musica era meno incantevole dei festini serali. I concerti non erano male, ma prevedibili”.
Tutti tranne quello degli Akvarium, che contribuì a costruire la loro immagine e dare una scossa al festival.
Erano loro ad incarnare lo spirito punk. Durante l’esibizione, BG colpì con la chitarra l’asta del microfono, si sdraiò sul palco e iniziò a dare colpi alle corde. Questa performance fece alzare l’intera commissione di giudici, che lasciò la sala in segno di protesta. E divise anche il pubblico: metà applaudiva con foga, l’altra metà fischiava. Per di più, senza fondati motivi, interpretarono la scena sul palco come una dimostrazione omosessuale. Un altro motivo di accusa per gli Akvarium riguardò la canzone “Marina”:

Marina mi ha detto che
[…]
è il momento di sposarsi un finlandese

Ciò che seguiva la parola “finlandese” era un verso molto simile a “per poter lasciare il Paese” (non esiste una versione registrata di questo verso, ndr). Grebenščikov si rese conto che osava un po’ troppo e invece di cantare “sposare un finlandese”, cantò “sposare Eno” (pronunciando “ena” per creare assonanza con “finna”, finlandese). Purtroppo i giudici non sapevano proprio chi fosse Brian Eno e capirono “figlio” (“syna”) cosa che aggravò l’accusa di perversione sessuale.
L’intento degli Akvarium era provocare, creare uno scandalo, dare un’immagine abrasiva di se stessi, come accade nel punk rock. BG voleva suscitare clamore e ci riuscì.

akva
Gli Akvarium durante un concerto

Com’era prevedibile, niente di tutto ciò che poteva essere lontanamente dissacrante (o, per meglio dire, rock) entrò nella top 3 scelta dai giudici. Vinsero il primo premio i Mašina Vremeni, immagine perfetta del rock “non pericoloso” e tollerato anche dalle autorità, contribuendo a mantenere una certa stagnazione anche nel contesto musicale. 

 Il festival di Tbilisi non ha avuto un seguito, ma ha sancito in maniera decisiva la centralità del rock, traguardo certamente raggiungibile anche senza di esso, ma più lentamente. Il dopo Tbilisi, all’improvviso, si presentava pieno di opportunità, tanto che, apparivano persino articoli di consenso sul rock nascente e la radio iniziava a trasmettere canzoni fino ad allora rifiutate. La parte tollerata del rock, su tutti i Mašina Vremeni e gruppi come gli Avtograf, cominciarono a tenere concerti negli stadi delle principali città.

Questo non scoraggiò la parte meno “riconosciuta” (ufficialmente) del rock, che continuò a farsi sentire e a ritagliarsi spazi, e fu proprio Tbilisi a spingere BG a fondare, l’anno successivo, il primo Rock Club in assoluto, a Leningrado, attorno al quale gravitarono le personalità più interessanti e rappresentative del sovrock, tra cui Viktor Coj dei Kino e Aleksandr Bašlačëv, autore dell’inno non ufficiale del rock sovietico.

Di seguito, nel link, troverete la canzone incriminata degli Akvarium, “Marina”.
Buon ascolto!

 

 

Advertisements

One comment

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s