Ottobre – Editoriale

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[In sottofondo: G. Mahler, Prima sinfonia – Terzo movimento]

DAVIDE: C’è qualcuno qui? C’è una luce accesa quindi ci deve pur essere qualcuno. Che poi in realtà non è detto. Lights are on but nobody’s home, diceva il tale.

EDI: Mi piacerebbe scrivere. Questa musica è divina.  Nonostante ciò, se anche ci fossi potresti comunque essere da solo.

ILINCA: Come il gatto di Schrödinger. Sei solo e non sei solo allo stesso tempo. Mille universi paralleli coesistenti. Che poi, ontologicamente, non siamo mai soli, coesistiamo in ogni secondo, soltanto le nostre menti hanno creato delle barriere sociali, siamo soli in mezzo alla folla… perché vogliamo esserlo.

MARTINA: Coesistiamo nel pensiero fluido, ma non nel secondo. Non ci sono secondi, né minuti, né ore… Il tempo non esiste e se esiste ci ignora. O meglio, forse non mi sono spiegata bene: non è che ci ignora, ma lui sta per conto suo e noi per conto nostro. Il tempo, o chi per esso, è la barriera sociale della nostra mente. Corriamo di fretta, soli in mezzo alla folla, perché siamo tutti un orologio. Ma, come diceva l’altro tale, chi non ha fretta ha tempo per far tutto.

MARIELLA: Stop making sense. Ah, già.

DAVIDE: Avete presente quando le formiche fanno i formicai in posti improbabili tipo sotto le mattonelle? Che magari in superficie non si vede nulla e poi sotto c’è l’intero universo? Ecco, io ho trovato una mattonella troppo pulita per non passare inosservata e l’ho sollevata. Dateci un’occhiata.

EDI: Credo che il segreto per fare tutto quello che vogliamo fare sia quello di rimanere qui sotto, sotto terra come Mr. Fox. Però ogni tanto usciremo, sì, una volta al mese, per esempio.

MARIELLA: Spazio. Chissà se anche il CBGB aveva una mattonella pulita. Mi piacerebbe sapermi inserire con tranquillità, in uno spazio. La mattonella è pulita, vale la pena tentare.

ILINCA: Tutti in fila indiana, andiamo giù. Qualcuno porti una pala nel caso dovessimo scavare ancora e una bottiglia di vino casomai incontrassimo qualcuno.

MARTINA: Di bottiglie è meglio portarne una a testa, ché sarà una discesa ricca di sorprese, pare. Ma ora è tempo di andare ed è un tempo molto stretto, quindi è meglio non parlarne più, che in ogni caso non c’è più niente da dire. È TUTTO.

[Buio]

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